La Matassa – Recensione

Tornano sul grande schermo i due comici Ficarra e Picone, questa volta alle prese con liti di famiglia, tanto vecchie che non se ne ricordano bene nemmeno le motivazioni. Due cugini, Paolo e Gaetano (rispettivamente Ficarra e Picone) si sono allontanati da bambini per una lite tra i rispettivi genitori, comproprietari di un albergo. Alla morte del padre di Paolo, l’hotel rimane al figlio. Durante il funerale, per motivi del tutto fortuiti, torna a ripresentarsi nella sua vita il cugino Gaetano, che segue una piccola agenzia matrimoniale per donne extracomunitarie dove queste vengono fatte sposare con anziani, per avere la residenza italiana. I due cugini si troveranno uniti nella cattiva sorte dalla mafia, che chiede il pizzo a Paolo, e dai russi che pressano Gaetano per un matrimonio saltato.


Il film si snoda in un panorama pregno di ricordi familiari, fatti di liti ma anche di atti di vera amicizia e affetto, una vera matassa di famiglia che più si cerca di sbrogliare e più si finisce per aggrovigliare. Nel film sono presenti altri temi attuali, come quello dei mafiosi che chiedono il pizzo, e degli extracomunitari che cercano di ottenere la residenza con tutti i mezzi. Ficarra e Picone interpretano i soliti ruoli, il primo loquace e furbo, che cerca in tutti i modi di tirare a campare anche con la truffa, ma che in fondo è di buon cuore; e il secondo, ipocondriaco, flemmatico e passivamente ingenuo. La trama, seppur dotata di una sua coerenza, è destinata a fare da filo conduttore alle scenette comiche dei due protagonisti, e oltre ai classici scambi di freddure tra i due, come ci hanno abituati dai tempi della panchina di Zelig, vi sono anche alcune trovate molto divertenti, come la scena dello scambio dei pizzini dei mafiosi, oppure il ghigno beffardo del tirapiedi del boss.


Oltre a questo, troviamo anche scene più movimentate, con qualche inseguimento, e momenti per riflettere sulle cose a noi più care e sulla possibilità, per chiunque di noi, di mettere con un po’ di buona volontà un taglio per risolvere eventuali ‘matasse’ o litigi. Per il resto, va dato merito al fatto che il film riesce a divertire senza essere mai volgare, nella sua semplicità.

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